Addio a Wangari Maathai
Si è spenta ieri, all’età di 71 anni, Wangari Maathai, ambientalista, attivista e biologa keniana.
Nell’anno in cui la campagna del movimento NOPPAW – Nobel Peace Prize for African Women sta marciando in tutto il mondo per sensibilizzare l’opinione pubblica al ruolo fondamentale delle donne africane nel processo di crescita e pacificazione nel continente africano, GRIOT ricorda la prima donna africana ad essere stata insignita del Premio Nobel per la Pace, nel 2004, per “il suo contributo alle cause dello sviluppo sostenibile, della democrazia e della pace”.
Wangari Mathaai è stata una donna straordinaria: la prima donna centroafricana ad essersi laureata in biologia nel 1966 presso l’Università di Pittsburg (frequentata grazie al programma “Ponte aereo Kennedy” che provvedeva con borse di studio all’istruzione dei migliori studenti africani), Wangari Mathaai ha lavorato per alcuni anni presso la facoltà di biologia dello stesso ateneo, acquisendo le competenze e la sensibilità che l’avrebbero portata a creare il Green Belt Movement, nel 1977. Il movimento intraprese negli anni novanta una vasta campagna di sensibilizzazione mondiale: la sua preoccupazione principale erano gli effetti sulla natura di un disboscamento selvaggio che stava erodendo piano piano le sterminate riserve naturali dell’Africa centrale. Nel corso della sua esistenza, il movimento ha piantato più di 40 milioni di alberi in Kenya, contribuendo a combattere l’erosione e l’impoverimento del territorio. L’instancabile attivismo ambientalista di Wangari Mathaai ha contribuito a far conoscere la sua causa in tutto il mondo, tanto che nel 2006 fu tra le 7 donne scelte per i loro particolari meriti a portare la bandiera olimpica in occasione dell’inaugurazione dei XX Giochi olimpici invernali di Torino. Wangari Maathai è stata inoltre membro del parlamento keniano e, tra il gennaio del 2003 e il novembre 2005, viceministro dell’Ambiente e le Risorse Naturali nel governo del presidente Mwai Kibaki.
La lunga malattia che già da tempo l’affliggeva l’ha stroncata all’età di 71 anni: la sua eredità è viva nel senso più vero del termine, viva nel verde degli alberi che ha contribuito a far piantare, nella terra che invece di inaridirsi si arricchisce e diventa più fertile, nelle piogge che cadono e nell’aria che si respira. Viva anche nell’opera delle tantissime donne africane che, come lei, ogni giorno in Africa impegnano le loro risorse e i loro talenti per risolvere i problemi del continente cercando una via di pace, di democrazia e di collaborazione che travalichi i confini di status, di genere, di appartenenze culturali e religiose. La Terra è di tutti, ed è la nostra risorsa principale: una vita dedicata alla sua difesa è l’eredità importantissima che Wangari Mathaai lascia a tutti quanti, un testimone da raccogliere, a tutti i costi.
Nota: Le informazioni sulla biografia di Wangari Maathai sono state prese da Wikipedia. L’immagine è utilizzata secondo i termini Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported license. Foto: Martin Rowe



