Chi l’ha detto che il mal di testa è sempre un male? Sentite Achebe cosa ha da dire

Ecco la traduzione di un articolo apparso sul quotidiano “The Boston Globe”, che racconta dell’ultima (in ordine di tempo) sfida lanciata dal grandissimo scrittore nigeriano Chinua Achebe al potere e alla corruzione nel suo Paese. Lo proponiamo perché ci ha fatto molto riflettere sul ruolo fondamentale che gli intellettuali hanno sempre giocato nell’opposizione al potere e alla sopraffazione, e perché pensiamo che la testimonianza di Achebe – un maestro per il mondo intero – dovrebbe far riflettere tutti gli intellettuali: armati delle loro parole, della loro arte, dei loro pensieri, possono scegliere – e si tratta di una scelta vera e propria, spesso una scelta di vita – di farsi cassa di risonanza per le aspirazioni di milioni di persone che lottano, sperano e soffrono, e spesso non vengono ascoltate.

Secondo il venerando scrittore nigeriano Chinua Achebe, esiste un obbligo morale a “non schierarsi con il potere contro chi non ha alcun potere”. Di recente, l’autore del romanzo “Il crollo” (1958) ha di nuovo dato sostanza alle sue parole, rifiutando uno dei più importanti onori civili del suo paese per la seconda volta in sette anni, in segno di protesta contro la corruzione pubblica. Il suo è un esempio altissimo di come un individuo possa usare la sua fama per chiamare i governi a rendere conto delle loro azioni.

Achebe, che ha 80 anni e insegna alla Brown University di Providence, aveva già rifiutato il premio quando a conferirglielo era stato Olosegun Obasanjo, nel 2004, denunciando l’insicurezza e la corruzione imperanti nel suo Paese, definito un “feudo in bancarotta e senza legge”. Oggi rifiuta lo stesso premio dal nuovo presidente, Goodluck Jonathan, nonostante le riforme rivendicate da quest’ultimo e la buona accoglienza avuta alla Casa Bianca lo scorso giugno.

Achebe ha rifiutato di nuovo il premio perché i problemi “non sono stati né presi in considerazione, e meno che mai risolti”. Forse la Nigeria ha intrapreso oggi un percorso di effettiva modernizzazione sotto la presidenza Jonathan, ma l’atteggiamento di Achebe, che sembra dire “avanti, fammi vedere”, è una voce che chiede ai potenti di essere onesti. Secondo Achebe, il compito di uno scrittore è “far venire il mal di testa”. A 80 anni, Achebe spera ancora che i mal di testa da lui provocati spingano la Nigeria sulla strada delle riforme.

Nella speranza che i libri di questo grande scrittore tornino presto disponibili per il pubblico italiano – attualmente non sono purtroppo previste ristampe – invitiamo tutti quelli che dominano l’inglese a leggere il suo fondamentale “Things Fall Apart” (“Il crollo”), in lingua originale. E’ un capolavoro della letteratura mondiale, un’altissima lezione di umanità e coerenza.

Nota: L’immagine è utilizzata secondo i termini Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported license. Foto: Stuar C. Shapiro. Chinua Achebe a Buffalo, durante la manifestazione “Babel: Season 2″.

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