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	<title>Officina GRIOT</title>
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	<description>Officina GRIOT</description>
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		<title>Giornata delle memorie&#8230; migranti</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 19:54:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>g.muzzopappa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Officina GRIOT segnala con enorme piacere questa bellissima iniziativa in programma per la Giornata della Memoria. Il 27 gennaio, nella giornata che &#8220;commemora la memoria&#8221;, in cinque città italiane &#8211; Milano, Napoli, Roma, Verona e Venezia &#8211; l&#8217;Archivio delle memorie migranti presenta documentario &#8220;Benvenuti in Italia&#8221;. Un lavoro corale, realizzato da Aluk Amiri, Hamed Dera, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.officinagriot.org/wp-content/uploads/2012/01/Benvenuti-in-Italia-sopra.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-87" style="margin: 10px;" title="Benvenuti in Italia (sopra)" src="http://www.officinagriot.org/wp-content/uploads/2012/01/Benvenuti-in-Italia-sopra.jpg" alt="" width="284" height="346" /></a></p>
<p>Officina GRIOT segnala con enorme piacere questa bellissima iniziativa in programma per la Giornata della Memoria. Il 27 gennaio, nella giornata che &#8220;commemora la memoria&#8221;, in cinque città italiane &#8211; Milano, Napoli, Roma, Verona e Venezia &#8211; l&#8217;<a href="www.archiviomemoriemigranti.net" target="_blank"><strong>Archivio delle memorie migranti</strong></a> presenta documentario &#8220;Benvenuti in Italia&#8221;. Un lavoro corale, realizzato da <strong>Aluk Amiri</strong>, <strong>Hamed Dera</strong>, <strong>Hevi Dilara</strong>, <strong>Zakaria Mohamed Ali</strong> e <strong>Dagmawi Yimer</strong> per valorizzare le <strong>memorie dei migranti</strong>con l&#8217;obbiettivo di offrire percorsi diversi di comprensione, conoscenza e condivisione che contrastino quelli esclusivamente securitari e improntanti alla perenne emergenza con cui troppo spesso si guarda al fenomeno dell&#8217;immigrazione. Il documentario è il risultato dello sforzo congiunto di un gruppo di persone e associazioni da tempo attive nella lotta contro tutte le forme di razzismo e nella elaborazione di forme nuove di accoglienza. Ecco di seguito le date e i luoghi delle proiezioni nelle cinque città:</p>
<p><strong>Roma</strong><br />
Ore 20.30, Piccolo Apollo<br />
Via di Conte Verde 51<br />
Con: Hevi Dilara, Saba Anglana, Monika Bulai, Giulio Cederna, Beritan Baris Encu, Theo Eshetu, Ali Baba Faye, Agostino Ferrente, Aline Hervé, Renaud Personnaz, Giovanni Piperno, Alessandro Portelli</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Milano</strong><br />
ore 20.00, Institut Français Milano, Corso Magenta 63<br />
Con: Zakaria Mohamed Ali, Mohamed Ba, Monica Bandella, Mihai Mircea Butcovan, Abdulkadir &#8220;Dadir&#8221;, Milton Fernandez, Lizi Gelber, Sara Honegger, Pap Khouma, Vanessa Lanari, Maria Stefananche<br />
<strong><br />
Napoli</strong><br />
Ore 19.00, Cinema Astra, Via Mezzocannone 109<br />
Con: Hamed Dera, Margherita Bambara, Alassane Doulougou, Basil Sanou Omar, Alessandro Triulzi, Alessandro Ventura</p>
<p><strong>Venezia</strong><br />
Ore 16.00, Casa del Cinema, Pal. Mocenigo-S. Stae 1990<br />
Con: Aluk Amiri, Dagmawi Yimer, Bashir Ahang, Pietro Del Soldà, Gianluca Gatta, Roberto Ellero, Hamed Mohamed Karim, Mahammed Nasir Moqini, Mara Rumiz, Michele Serra</p>
<p><strong> Verona</strong><br />
Ore 20.30, Cinema Teatro Stimate, Via Montanari 1<br />
Con: Dagmawi Yimer, Aluk Amiri, Giancarlo Beltrame, Issa Diallo, Gianluca Gatta, Tommy Kuti, Nell Precious<br />
<strong></strong><br />
Seguite l&#8217;Archivio delle memorie migranti anche su <a href="https://www.facebook.com/pages/AMM-Archivio-delle-memorie-migranti/302769079760080" target="_blank"><strong>Facebook</strong></a>!</p>
<p>Qui sotto la locandina dell&#8217;evento, con i dettagli di tutte le organizzazioni che, nelle cinque città, hanno collaborato all&#8217;evento:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.officinagriot.org/wp-content/uploads/2012/01/Benvenuti-in-Italia-sotto.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-86" title="Benvenuti in Italia (sotto)" src="http://www.officinagriot.org/wp-content/uploads/2012/01/Benvenuti-in-Italia-sotto.jpg" alt="" width="556" height="518" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Chi l&#8217;ha detto che il mal di testa è sempre un male? Sentite Achebe cosa ha da dire</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 14:07:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>g.muzzopappa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Home]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco la traduzione di un articolo apparso sul quotidiano &#8220;The Boston Globe&#8221;, che racconta dell&#8217;ultima (in ordine di tempo) sfida lanciata dal grandissimo scrittore nigeriano Chinua Achebe al potere e alla corruzione nel suo Paese. Lo proponiamo perché ci ha fatto molto riflettere sul ruolo fondamentale che gli intellettuali hanno sempre giocato nell&#8217;opposizione al potere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco la traduzione di un <a href="http://www.bostonglobe.com/opinion/editorials/2011/11/19/achebe-fighting-corruption-with-fame/P3hCaUp8rhNjxBFXDom03H/story.html" target="_blank"><strong>articolo</strong></a> apparso sul quotidiano &#8220;The Boston Globe&#8221;, che racconta dell&#8217;ultima (in ordine di tempo) sfida lanciata dal grandissimo scrittore nigeriano <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chinua_Achebe" target="_blank"><strong>Chinua Achebe</strong></a> al potere e alla corruzione nel suo Paese. Lo proponiamo perché ci ha fatto molto riflettere sul ruolo fondamentale che gli intellettuali hanno sempre giocato nell&#8217;opposizione al potere e alla sopraffazione, e perché pensiamo che la testimonianza di Achebe &#8211; un maestro per il mondo intero &#8211; dovrebbe far riflettere tutti gli intellettuali: armati delle loro parole, della loro arte, dei loro pensieri, possono scegliere &#8211; e si tratta di una scelta vera e propria, spesso una scelta di vita &#8211; di farsi cassa di risonanza per le aspirazioni di milioni di persone che lottano, sperano e soffrono, e spesso non vengono ascoltate.</p>
<p><strong><a href="http://www.officinagriot.org/wp-content/uploads/2011/11/Chinua_Achebe_-_Buffalo_25Sep2008_crop.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-80" style="margin: 10px;" title="Chinua_Achebe_-_Buffalo_25Sep2008_crop" src="http://www.officinagriot.org/wp-content/uploads/2011/11/Chinua_Achebe_-_Buffalo_25Sep2008_crop-1024x748.jpg" alt="" width="235" height="172" /></a>Secondo il venerando scrittore nigeriano Chinua Achebe, esiste un obbligo morale a &#8220;non schierarsi con il potere contro chi non ha alcun potere&#8221;. Di recente, l&#8217;autore del romanzo &#8220;Il crollo&#8221; (1958) ha di nuovo dato sostanza alle sue parole, rifiutando uno dei più importanti onori civili del suo paese per la seconda volta in sette anni, in segno di protesta contro la corruzione pubblica. Il suo è un esempio altissimo di come un individuo possa usare la sua fama per chiamare i governi a rendere conto delle loro azioni.</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Achebe, che ha 80 anni e insegna alla Brown University di Providence, aveva già rifiutato il premio quando a conferirglielo era stato Olosegun Obasanjo, nel 2004, denunciando l&#8217;insicurezza e la corruzione imperanti nel suo Paese, definito un &#8220;feudo in bancarotta e senza legge&#8221;. Oggi rifiuta lo stesso premio dal nuovo presidente, Goodluck Jonathan, nonostante le riforme rivendicate da quest&#8217;ultimo e la buona accoglienza avuta alla Casa Bianca lo scorso giugno.</strong></p>
<p><strong>Achebe ha rifiutato di nuovo il premio perché i problemi &#8220;non sono stati né presi in considerazione, e meno che mai risolti&#8221;. Forse la Nigeria ha intrapreso oggi un percorso di effettiva modernizzazione sotto la presidenza Jonathan, ma l&#8217;atteggiamento di Achebe, che sembra dire &#8220;avanti, fammi vedere&#8221;, è una voce che chiede ai potenti di essere onesti. Secondo Achebe, il compito di uno scrittore è &#8220;far venire il mal di testa&#8221;. A 80 anni, Achebe spera ancora che i mal di testa da lui provocati spingano la Nigeria sulla strada delle riforme.</strong></p>
<p>Nella speranza che i libri di questo grande scrittore tornino presto disponibili per il pubblico italiano &#8211; attualmente non sono purtroppo previste ristampe &#8211; invitiamo tutti quelli che dominano l&#8217;inglese a leggere il suo fondamentale &#8220;<strong><a href="http://www.libreriagriot.it/products-page/vetrina/achebe-chinua-things-fall-apart-anchor-books-1994/" target="_blank">Things Fall Apart</a></strong>&#8221; (&#8220;Il crollo&#8221;), in lingua originale. E&#8217; un capolavoro della letteratura mondiale, un&#8217;altissima lezione di umanità e coerenza.</p>
<p><em>Nota: L’immagine è utilizzata secondo i termini Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported license. Foto: Stuar C. Shapiro. Chinua Achebe a Buffalo, durante la manifestazione &#8220;Babel: Season 2&#8243;.</em></p>
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		<title>Ellen, Leymah, Tawakkul: la pace è donna!</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 17:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>g.muzzopappa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da poche ore sono stati resi noti i nomi delle tre donne vincitrici del Premio Nobel per la Pace 2011. Tre donne, due africane e una yemenita, insignite del prestigioso riconoscimento, a pochi giorni dalla morte di un&#8217;altra grande donna, la prima africana a vincere il Nobel, l&#8217;attivista per l&#8217;ambiente Wangari Maathai. Le motivazioni del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Da poche ore sono stati resi noti i nomi delle tre donne vincitrici del <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Nobel_per_la_pace" target="_blank">Premio Nobel per la Pace</a></strong> 2011. Tre donne, due africane e una yemenita, insignite del prestigioso riconoscimento, a pochi giorni dalla morte di un&#8217;altra grande donna, la prima africana a vincere il Nobel, l&#8217;attivista per l&#8217;ambiente <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wangari_Maathai" target="_blank">Wangari Maathai</a></strong>. Le motivazioni del premio sono eloquenti: le tre donne sono state premiate &#8220;&#8221;per la loro lotta non violenta per la sicurezza delle donne e per i diritti di partecipazione delle donne in un processo di pace&#8221;.<a href="http://www.officinagriot.org/wp-content/uploads/2011/10/Ellen-Johnson-Sirleaf-Ley-005.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-76" style="margin: 10px;" title="Ellen-Johnson-Sirleaf-Ley-005" src="http://www.officinagriot.org/wp-content/uploads/2011/10/Ellen-Johnson-Sirleaf-Ley-005-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a>Ma chi sono le tre vincitrici? Come spesso è successo nella storia del Nobel, pochi prima di oggi avevano mai sentito parlare di loro, a testimonianza del fatto che spesso l&#8217;attivismo vero è distante dagli onori della cronaca e, soprattutto per quanto riguarda il continente africano, notizie catastrofiche tendono ad esaurire l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica mondiale. Ecco allora le eroine del giorno:</p>
</div>
<div><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ellen_Johnson_Sirleaf" target="_blank">Ellen Johnson Sirleaf</a></strong> è l&#8217;attuale presidente della <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Liberia" target="_blank">Liberia</a></strong>, prima donna nera al mondo a essere eletta capo di uno Stato, e prima donna eletta come capo di Stato in Africa. Non sono le sue cariche però ad averle guadagnato il Premio Nobel: è piuttosto l&#8217;impegno profuso nella pacificazione del suo Paese, devastato da anni di guerra civile e soprattutto nella difesa dei diritti delle donne, un impegno che l&#8217;ha accompagnata per tutta la vita e che è sempre stata al centro della sua agenda politica. Tra qualche giorno Ellen chiederà ai liberiani di riconfermare la fiducia nel suo operato, in nuove elezioni che si spera si svolgeranno senza traumi per il Paese.Connazionale di Ellen Johnson Sirleaf, <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leymah_Gbowee" target="_blank">Leymah Gbowee</a></strong> è la seconda vincitrice del Nobel 2011 per la Pace: attivista per la pace, animatrice di un movimento &#8211; il <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Women_of_Liberia_Mass_Action_for_Peace" target="_blank">Women of Liberia Mass Action for Peace</a></strong> &#8211; che ha contribuito a mettere fine alla guerra civile in Liberia. Armata con altre migliaia di donne della forza della nonviolenza, Leymah è stata con il suo  movimento protagonista, nel 2003, di vaste manifestazioni pacifiste contro l&#8217;allora presidente Taylor: la loro protesta incluse anche uno &#8220;sciopero del sesso&#8221;, un modo per responsabilizzare le donne e renderle protagoniste della lotta politica e del cambiamento. Da poco ha dato alle stampe la sua autobiografia, &#8220;Mighty be our powers: how sisterhood, prayer, and sex changed a nation at war&#8221;, speriamo presto tradotto anche in italiano.</p>
<p>La terza premiata è giovane, appena 32 anni: si chiama <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tawakkul_Karman" target="_blank">Tawakkul Karman</a></strong>, è yemenita, e dal 2005 guida il <strong><a href="http://womenpress.org/index.php?lng=english" target="_blank">Women Journalists Withoud Chains</a></strong>, un&#8217;associazione umanitaria che si batte per la fine del regime yemenita di Saleh, che negli ultimi mesi ha scatenato una violenta repressione contro le migliaia di yemeniti scesi in piazza sull&#8217;onda delle Primavere Arabe per chiedere il cambiamento.</p>
<p>Tre volti, tre donne, tre storie che raccontano una storia diversa da quelle a cui siamo abituati: il cambiamento non è fatto solo di politica al maschile, quella roboante e spesso dal grilletto facile, ma spesso anche di lotte meno eclatanti ma più incisive, perché radicate tra la gente lontana dai riflettori. E le donne, di queste lotte, sono spesso le protagoniste silenziose, tenaci, impareggiabili. Era questo lo spirito che aveva animato la splendida campagna <strong><a href="http://www.noppaw.org/" target="_blank">NOPPAW &#8211; Nobel Peace Prize for Women</a></strong>, promossa da CIPSI e ChiAma l&#8217;Africa al grido di &#8220;Walking Africa Deserves a Nobel&#8221;: il premio collettivo alla metà femminile del continente africano è rimasto un&#8217;utopia, ma il Nobel di quest&#8217;anno premia comunque l&#8217;Africa, premia le sue donne e, nell&#8217;anno delle Primavere Arabe, premia il volto femminile di quel vento di cambiamento e rivolta che da mesi spazza l&#8217;altra sponda del Mediterraneo.</p>
</div>
<div>Un bellissimo segnale dalla fredda Oslo!</p>
<p><em>NB: la foto usata in quest&#8217;articolo è tratta dal sito del <strong><a href="http://www.guardian.co.uk/world/2011/oct/07/johnson-sirleaf-gbowee-karmen-nobel" target="_blank">Guardian</a></strong>, a cui rimandiamo per i crediti </em></div>
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		<title>Addio a Wangari Maathai</title>
		<link>http://www.officinagriot.org/2011/09/26/addio-a-wangari-maathai/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 10:01:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>g.muzzopappa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è spenta ieri, all&#8217;età di 71 anni, Wangari Maathai, ambientalista, attivista e biologa keniana. Nell&#8217;anno in cui la campagna del movimento NOPPAW &#8211; Nobel Peace Prize for African Women sta marciando in tutto il mondo per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica al ruolo fondamentale delle donne africane nel processo di crescita e pacificazione nel continente africano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è spenta ieri, all&#8217;età di 71 anni, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wangari_Maathai" target="_blank"><strong>Wangari Maathai</strong></a>, ambientalista, attivista e biologa keniana.</p>
<p>Nell&#8217;anno in cui la campagna del movimento <a href="http://www.noppaw.org/" target="_blank"><strong>NOPPAW &#8211; Nobel Peace Prize for African Women</strong></a> sta marciando in tutto il mondo per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica al ruolo fondamentale delle donne africane nel processo di crescita e pacificazione nel continente africano, GRIOT ricorda la prima donna africana ad essere stata insignita del Premio Nobel per la Pace, nel 2004, per &#8220;il suo contributo alle cause dello sviluppo sostenibile, della democrazia e della pace&#8221;.</p>
<p><a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Wangari_Maathai_portrait_by_Martin_Rowe.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-68" style="margin: 10px;" title="Wangari Maathai, foto di Martin Rowe" src="http://www.officinagriot.org/wp-content/uploads/2011/09/Wangari_Maathai_portrait_by_Martin_Rowe.jpg" alt="" width="175" height="233" /></a>Wangari Mathaai è stata una donna straordinaria: la prima donna centroafricana ad essersi laureata in biologia nel 1966 presso l&#8217;Università di Pittsburg (frequentata grazie al programma &#8220;Ponte aereo Kennedy&#8221; che provvedeva con borse di studio all&#8217;istruzione dei migliori studenti africani), Wangari Mathaai ha lavorato per alcuni anni presso la facoltà di biologia dello stesso ateneo, acquisendo le competenze e la sensibilità che l&#8217;avrebbero portata a creare il <a href="http://www.greenbeltmovement.org/" target="_blank"><strong>Green Belt Movement</strong></a>, nel 1977. Il movimento intraprese negli anni novanta una vasta campagna di sensibilizzazione mondiale: la sua preoccupazione principale erano gli effetti sulla natura di un disboscamento selvaggio che stava erodendo piano piano le sterminate riserve naturali dell&#8217;Africa centrale. Nel corso della sua esistenza, il movimento ha piantato più di <strong>40 milioni di alberi</strong> in Kenya, contribuendo a combattere l&#8217;erosione e l&#8217;impoverimento del territorio. L&#8217;instancabile attivismo ambientalista di Wangari Mathaai ha contribuito a far conoscere la sua causa in tutto il mondo, tanto che nel 2006 fu tra le 7 donne scelte per i loro particolari meriti a portare la bandiera olimpica in occasione dell&#8217;inaugurazione dei XX Giochi olimpici invernali di Torino. Wangari Maathai è stata inoltre membro del parlamento keniano e, tra il gennaio del 2003 e il novembre 2005, viceministro dell&#8217;Ambiente e le Risorse Naturali nel governo del presidente Mwai Kibaki.</p>
<p>La lunga malattia che già da tempo l&#8217;affliggeva l&#8217;ha stroncata all&#8217;età di 71 anni: la sua eredità è viva nel senso più vero del termine, viva nel verde degli alberi che ha contribuito a far piantare, nella terra che invece di inaridirsi si arricchisce e diventa più fertile, nelle piogge che cadono e nell&#8217;aria che si respira. Viva anche nell&#8217;opera delle tantissime donne africane che, come lei, ogni giorno in Africa impegnano le loro risorse e i loro talenti per risolvere i problemi del continente cercando una via di pace, di democrazia e di collaborazione che travalichi i confini di status, di genere, di appartenenze culturali e religiose. La Terra è di tutti, ed è la nostra risorsa principale: una vita dedicata alla sua difesa è l&#8217;eredità importantissima che Wangari Mathaai lascia a tutti quanti, un testimone da raccogliere, a tutti i costi.</p>
<p><em>Nota: Le informazioni sulla biografia di Wangari Maathai sono state prese da Wikipedia. L’immagine è utilizzata secondo i termini Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported license. Foto: Martin Rowe<br />
</em></p>
<p><a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Dullaert_trompe.jpeg"> </a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le scuole che ci piacciono</title>
		<link>http://www.officinagriot.org/2011/09/23/le-scuole-che-ci-piacciono/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 13:35:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>g.muzzopappa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa tra le righe]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso anno abbiamo iniziato un coinvolgente percorso di eventi e iniziative che hanno coinvolto alcune scuole romane e di Frosinone. Nella sezione &#8220;Progetti&#8221; del blog troverete qualche dettaglio in più sulla tre giorni &#8220;Africa: Biografia di un continente&#8221;, organizzato con la collaborazione della rivista Internazionale, e grazie ai contributi della Fondazione Lettera27 e della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.officinagriot.org/wp-content/uploads/2011/09/officina-griot-africa_ott_20101.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-65" style="margin: 10px;" title="officina-griot-africa_ott_20101" src="http://www.officinagriot.org/wp-content/uploads/2011/09/officina-griot-africa_ott_20101-300x144.jpg" alt="" width="300" height="144" /></a>Lo scorso anno abbiamo iniziato un coinvolgente percorso di eventi e iniziative che hanno coinvolto alcune scuole romane e di Frosinone. Nella sezione &#8220;<strong><a href="http://www.officinagriot.org/progetti/">Progetti</a></strong>&#8221; del blog troverete qualche dettaglio in più sulla tre giorni &#8220;Africa: Biografia di un continente&#8221;, organizzato con la collaborazione della rivista <strong><a href="http://www.internazionale.it/">Internazionale</a></strong>, e grazie ai contributi della <strong><a href="http://www.lettera27.org/">Fondazione Lettera27</a></strong> e della <strong>Regione Lazio</strong>. Un festival dedicato al cinquantenario delle indipendenze africane, che si è svolto nel mese di ottobre e che ha visto la partecipazione di scrittori e scrittrici, studiosi e accademici, ma soprattutto tanti tanti ragazzi che, guidati dai loro insegnanti, hanno seguito incontri e seminari, letto i libri che abbiamo proposto, fatto mille domande ai relatori.</p>
<p>Insomma, è stata davvero una bella avventura, che proseguirà anche quest&#8217;anno con il nuovo progetto targato Officina GRIOT, &#8220;Roma in Africa &#8211; L&#8217;Africa a Roma&#8221;. Presto vi racconteremo di più di questo progetto, intanto cliccando <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=TOUbDwf6sbw">qui </a></strong>potrete guardare un video elaborato da Giammarco Russo, della 4 C dell&#8217;Istituto &#8220;Leon Battista Alberti&#8221; di Roma. A Giammarco, ai suoi compagni e alle sue intrepide insegnanti rivolgiamo un grazie di cuore!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Presentazione del laboratorio di scrittura “Parole d’inchiostro”, con Cristina Biasini</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 17:33:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>g.muzzopappa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[Parole d'inchiostro]]></category>
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		<category><![CDATA[laboratorio scrittura]]></category>
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		<description><![CDATA[Venerdì 23 settembre, alle ore 18.30, sarà presentato il laboratorio di scrittura “Parole d’inchiostro” Sarà presente Cristina Biasini, curatrice del laboratorio Scrivere non è soltanto uno straordinario mezzo di comunicazione che consente agli esseri umani di trasmettere pensieri e idee a distanza – di tempo e spazio – ma può anche essere un vero piacere, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Venerdì 23 settembre, alle ore 18.30, sarà presentato il laboratorio di scrittura “Parole d’inchiostro”</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Sarà presente Cristina Biasini, curatrice del laboratorio</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div><a href="http://www.officinagriot.org/wp-content/uploads/2011/09/Dullaert_trompe.jpeg"><img class="size-medium wp-image-61 alignleft" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Dullaert_trompe" src="http://www.officinagriot.org/wp-content/uploads/2011/09/Dullaert_trompe-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" /></a>Scrivere non è soltanto uno straordinario mezzo di comunicazione che consente agli esseri umani di trasmettere pensieri e idee a distanza – di tempo e spazio – ma può anche essere un vero piacere, un atto che consente all’immaginazione di prendere letteralmente forma. Spesso però, il risultato dell’impulso a mettere su carta (o, più spesso, su computer) un’idea, un pensiero, una storia, un ricordo delude l’aspirante scrittore o scrittrice, e non tanto per le sue carenze formali, ma perché distante o estraneo a ciò che inizialmente ci si era riproposti di narrare. Il laboratorio organizzato da <strong><a href="http://www.officinagriot.org/">Officina GRIOT</a></strong> e a cura di <strong>Cristina Biasini</strong>, “Parole d’inchiostro”, vuole tentare di offrire dei percorsi di “pratica” della scrittura: una pratica che passa sicuramente attraverso la padronanza di strumenti tecnici, ma anche dalla capacità di ascoltarsi e capire cosa davvero si ha da dire e si vuole dire. Un percorso lungo il quale gli amanti della scrittura si imbatteranno dunque non solo negli strumenti necessari a raccontare una storia, ma anche nei metodi per alimentare e rendere produttiva la propria creatività.</p>
<p>Durante la presentazione, Cristina Biasini sarà felice non solo di raccontare qualcosa di più di se stessa e del laboratorio che intende svolgere, ma soprattutto di rispondere alle domande di quanti fossero interessati o anche semplicemente incuriositi dal laboratorio. L’incontro sarà seguito da un piccolo aperitivo di benvenuto.</p></div>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Nota: L’immagine è utilizzata secondo i termini Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported license. Foto:<a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Dullaert_trompe.jpeg"> Heyman Dullaert</a></em></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Share Your Knowledge &#124; I saperi di GRIOT in Creative Commons</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 17:46:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>g.muzzopappa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Share Your Knowledge]]></category>

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		<description><![CDATA[Come vi avevamo anticipato qualche giorno fa, ecco una piccola grande novità da GRIOT, che farà molto piacere &#8211; speriamo &#8211; a chi tra voi è particolarmente sensibile alle tematiche relative alla libera circolazione e condivisione dei saperi. Una premessa, prima di tutto. Da qualche mese l&#8217;associazione culturale Officina GRIOT è coinvolta in un progetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come vi avevamo anticipato qualche giorno fa, ecco una piccola grande novità da GRIOT, che farà molto piacere &#8211; speriamo &#8211; a chi tra voi è particolarmente sensibile alle tematiche relative alla libera circolazione e condivisione dei saperi.</p>
<p><a href="http://www.officinagriot.org/wp-content/uploads/2011/09/scheda_prg_sito.jpg"><img class="size-full wp-image-59 alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="scheda_prg_sito" src="http://www.officinagriot.org/wp-content/uploads/2011/09/scheda_prg_sito.jpg" alt="" width="140" height="96" /></a>Una premessa, prima di tutto. Da qualche mese l&#8217;associazione culturale Officina GRIOT è coinvolta in un progetto promosso dalla <strong><a href="http://www.lettera27.org/">Fondazione Lettera27 </a></strong>e da<strong><a href="http://www.fondazionecariplo.it"> Fondazione Cariplo</a></strong> dal titolo, suggestivo, di &#8220;<strong><a href="http://www.lettera27.org/index.php?idlanguage=1&amp;zone=9&amp;idprj=47&amp;idsubprj=1777">Share Your Knowledge</a></strong>&#8220;, condividi il tuo sapere. Scopo del progetto, sensibilizzare istituzioni culturali di vario tipo all&#8217;adozione di licenze libere<strong><a href="http://www.creativecommons.it/"> Creative Commons</a></strong> per i contenuti prodotti, al fine di consentire una più ampia circolazione di saperi e di diffondere un modo aperto, condiviso e partecipato di creare sapere.</p>
<p>Officina GRIOT ha aderito con entusiasmo a quest&#8217;iniziativa, e ha <strong><em>scelto </em></strong>di rilasciare tutti i contenuti di testo prodotti dall&#8217;associazione culturale e dalla Libreria GRIOT in una<strong><a href="http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/"> licenza CC-BY-SA</a></strong>, la stessa adottata dall&#8217;enciclopedia libera <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale">Wikipedia</a></strong>.<br />
Cosa vuol dire tutto questo? E&#8217; presto detto: d&#8217;ora in avanti tutti i contenuti pubblicati sui siti<strong><a href="http://www.libreriagriot.it/"> www.libreriagriot.it</a></strong> e <a href="http://www.officinagriot.org/"><strong>www.officinagriot.org</strong> </a>saranno liberamente accessibili a chi volesse diffonderli, utilizzarli, modificarli&#8230; insomma, disseminarli in rete e anche fuori, con l&#8217;unico obbligo di rispettare le richieste della licenza CC-BY-SA: citare la fonte da cui i contenuti vengono presi, e impegnarsi a diffonderli e riutilizzarli con la stessa licenza. Soltanto così ciascun passaggio accrescerà il sapere, e lo manterrà sempre aperto e libero di continuare a circolare.</p>
<p>I contenuti in questione riguardano praticamente tutto quello che trovate sui nostri siti: recensioni dei libri, comunicati e news su eventi e iniziative, biografie di autori ed esperti, progetto grafico dei siti stessi, foto, video&#8230; tutto insomma, tranne &#8211; per ovvi motivi &#8211; le immagini di copertina dei libri nella sezione dello shop online.</p>
<p>Vi invitiamo dunque a &#8220;saccheggiare&#8221; i nostri siti a partire da settembre, incorporando i nostri contenuti sui vostri blog, siti web o, meglio ancora, utilizzandoli per migliorare voci Wikipedia inerenti all&#8217;Africa o creandone di nuove per autori o libri ancora non presenti sull&#8217;enciclopedia libera! Entrereste tutti a pieno titolo nello spirito di <strong><a href="http://www.wikiafrica.it/index.php/Pagina_principale">Wikiafrica</a></strong>, altro progetto ambizioso di Lettera27, al quale GRIOT ha aderito già da tempo, con l&#8217;iniziativa <strong><a href="http://www.officinagriot.org/progetti/">Africa tra le righe</a> </strong>(ma di questo vi parleremo meglio più in là!).</p>
<p>Torneremo spesso su questo progetto, che ci sta molto a cuore: aver &#8220;liberato&#8221; i nostri contenuti, infatti, non è che un primo passo per noi. L&#8217;obbiettivo è trasformarvi tutti in tanti Wikipediani, impegnati a creare sull&#8217;enciclopedia libera più vasta del web voci &#8220;africane&#8221; non ancora presenti, ma per noi &#8211; e per voi &#8211; preziosissime! Per ora non ci resta che augurarvi buona esplorazione dei nostri siti!</p>
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		<title>GRIOT Blogger</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 18:42:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Home]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccoci diventati anche blogger! Griotte e griotti, abbiamo deciso di dare vita a questo spazio più agile e interattivo rispetto a un sito standard, perché vorremmo tenervi informati non solo sulle nostre attività (corsi, laboratori, seminari, progetti), ma anche sulle &#8220;avventure&#8221; in cui allegramente Officina GRIOT continua a imbarcarsi. Una sorta di diario, dunque, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci diventati anche blogger! Griotte e griotti, abbiamo deciso di dare vita a questo spazio più agile e interattivo rispetto a un sito standard, perché vorremmo tenervi informati non solo sulle nostre attività (corsi, laboratori, seminari, progetti), ma anche sulle &#8220;avventure&#8221; in cui allegramente Officina GRIOT continua a imbarcarsi. Una sorta di diario, dunque, che vorremmo aprire anche a voi, ospitando vostre riflessioni e interventi, recensioni di libri, film, mostre, dischi che avete particolarmente amato, racconti di viaggi e incontri, sempre naturalmente con l&#8217;Africa nel cuore.</p>
<p>E intanto, vi annunciamo che stiamo lavorando per mettere assieme il più succulento programma di corsi di lingua che Roma abbia mai visto: da ottobre, sarà possibile studiare da noi non solo arabo (con svariati livelli che partono dall&#8217;arabo di base fino all&#8217;arabo giornalistico), ma anche il dialetto egiziano (uno dei più diffusi e parlati nel mondo arabo), lo swahili, l&#8217;amarico e il somalo. Ai nostri insegnanti &#8220;storici&#8221; (Redha e Ahmed per quanto riguarda l&#8217;arabo, e Marco per quanto riguarda lo swahili) si aggiungeranno due nuovi &#8220;acquisti&#8221;: Aster Carpanelli, educatrice italo-somala, si occuperà del corso di amarico, mentre Cristina Ali Farah, scrittrice italo-somala, sarà la nostra insegnante di somalo. Insomma, se avete in programma un viaggio, o se per lavoro avete la necessità di approfondire una di queste lingue, o se siete stati stregati da un libro o un film e volete conoscere più da vicino i mondi culturali e sociali che si nascondono dietro queste lingue, fatevi avanti. <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #99cc00;"><strong><a href="http://www.libreriagriot.it/corsi_laboratori/corso-di-arabo/" target="_blank">QUI</a></strong></span></span> e <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #99cc00;"><strong><a href="http://www.libreriagriot.it/corsi_laboratori/ssa/" target="_blank">QUI</a> </strong></span></span>troverete tutte le informazioni &#8220;tecniche&#8221;, ma potete sempre telefonare in libreria, dal martedì alla domenica dalle 11 alle 20.</p>
<p>Se invece vi sentite degli scrittori in erba, se mettere su carta storie e avventure è sempre stata la vostra passione, &#8220;Parole d&#8217;inchiostro&#8221; è quello che fa per voi! Un laboratorio di teoria e pratica della scrittura, a cura della sceneggiatrice, traduttrice e saggista Cristina Biasini, per esplorare l&#8217;universo della scrittura e appropriarsi di qualche strumento che trasformerà il momento della scrittura in un vero e proprio piacere. Sabato 23 settembre la Libreria GRIOT organizzerà una presentazione del corso, che inizierà a ottobre. <a href="http://www.libreriagriot.it/corsi_laboratori/scrittura/" target="_blank">QUI</a> intanto le informazioni tecniche.</p>
<p>Che altro? Ah, sì! Siete degli smanettoni e la condivisione è per voi la parola d&#8217;ordine della nuova era? A breve GRIOT (Libreria e Officina) vi faranno un regalino!</p>
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